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Vigo di Fassa - Val di Fassa - Dolomiti - Trentino

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IL BLOG DI TITA

kgb inizio dicembre 2011

gen 11

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11/01/2012  RssIcon

KGB dicembre 2011-

Inizio dicembre e l’inverno sembra ancora lontano e quasi un miraggio, e quindi è ancora possibile sognare e camminare sui prati selvatici, con l’erba ormai secca che aspetta anche lei una coperta di neve per dormire meglio. Quindi con lo zaino che diventa come una seconda pelle, con dentro quel poco che serve, quasi sempre manca qualcosa, ma possiamo farcela. Quindi l’idea non era ancora nata, e la meta non l’avevo messa a fuoco, ma intanto salivamo lungo il torrente di vael, che porta in alto sotto il Vael, posto fantastico dove non finisci mai di pensare a quanto è bella la vita, lassù dove puoi toccare il cielo, e le stelle ti possono parlare. Quindi vai, andiamo, piano, con dentro la voglia di seguire qualcosa, e lassù qualcuno ci stà aspettando. Stiamo rifacendo un sentiero che di solito era innevato, e lo facevo con gli sci ai piedi, e ora che sono a piedi, che posso toccare la terra, e vedere ogni pietra, riconoscere ogni buca del sentiero, mi sembra una cosa nuova.
La giornata era di un colore meraviglioso, il sole ci accompagnava, e ci indicava l’isola che non c’è. Quindi arrivati in vetta all’arrivo del vecchio skilift Vallacin, mi sentivo abbastanza in forma, anche se i pensieri ritornavano sempre a quando ero sigh un ragazzino che piangeva per il freddo, e che non si stancava mai di scendere e salire per quella pista, che mi sembrava la più bella del mondo. Bellissimo. Niente era ancora deciso, ma più salivamo, più ci rendevamo conto, che la meta si avvicinava, niente di meno che la BAITA RIVA DEL JAGER - non è un titolo di un film western. Questa mitica BAITA, è stata costruita su un piccolo terrapieno, e si affaccia quasi a strapiombo verso l’altra metà del cielo. Avanti piano, ma avanti, saliamo con calma, anche se ormai è pomeriggio, ma più in fretta non si puo’, tante cose sono belle da vedere, alberi più vecchi di me, si ergono maestosi, e raccontano la loro storia fatta di sole, di pioggia, di vento, di neve, sopportato fulmini e grandine, e percio’ sono diventati saggi consiglieri per gli abitanti del bosco.
Il pomeriggio è di una dolcezza infinita, e sembra non finire mai, e quando ormai attraversato un vecchi sentiero in disuso, in mezzo a delle vecchie frane, sappiamo di essere ormai a portata di piede dalla Baita. In lontananza abbiamo visto dei caprioli al pascolo, proprio sopra alla Baita, dove c’è un enorme vallone. Siamo risaliti lungo un piccolo ma tosto pendio che ci partato appena sopra la ns meta, e appena arrivati in vetta, abbiamo dovuto riscendere un poco. Questo ci ha permesso di raggiungere la ns Baita quasi in relax. Fantanstico., l’avevamo davanti ai ns occhi, con il sole che ancora scaldava la sua parete di legno. Tutto era perfetto, i ripidi pascoli, sotto la Baita, la collina che saliva dolce al Vael. Seduto su una panca di legno, stavo beato a godermi lo spettacolo, le montagne del latemar, il Gruppo delle Pale, il Vallaccia, il Cattinaccio, ero circondato dalle meraviglie del monto. Non saremo più voluti scendere, il sole stava scendendo dolcemente dietro alle montagne del Latemar, non potevo non pensare a qualcosa di romantico e ringraziare questi meravigliosi momenti.

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Commenti recenti

Re: Prima Neve ma non ultima neve del 2013
Ancora non riesco a crederci, ma c' è stata sicuramente una grande emozione, e una gioia talmente immensa, da poter contagiare tutto il mondo
Re: Piccole cose di ogni giorno.
Ogni tanto mi capita di rileggere queste piccole cose di ogni giorno, mi fermo e sorrido, perchè penso che ho ancora il cuore e la testa di un bambino che ancora deve crescere e imparare tante cose. Speriamo di averne il tempo.